Con Breath Held la discografia di John Debowie sterza verso l'ambient cinematografico e
l'elettronica sperimentale. Esce a giugno 2025 e lascia indietro il dungeon synth delle uscite precedenti
per andare a fondo in un territorio interiore: sette brani costruiti sul respiro, sulla sospensione,
sulla dilatazione del tempo.
Dalle note dell'autore: «Un viaggio sonoro tra paesaggi elettronici liquidi e tessiture eteree, dove
il tempo si dilata e lo spazio diventa suono. L'album si muove tra momenti di pura sospensione
atmosferica e pulsazioni ritmiche decostruite. Ogni traccia è un ecosistema autonomo di frequenze, in
cui un sound design rifinito incontra la poesia dell'imperfezione digitale.» Un disco da
attraversare a luci basse, non da mettere di sottofondo.